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Studi Strategici ed Intelligence... for dummies

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giovedì, 03 luglio 2008

Sul costo del barile di petrolio...

... e sulle proiezioni per il futuro: la testimonianza di Daniel Yergin di fronte al Congresso degli Stati Uniti (in allegato qui sotto) ed un articolo del Sole 24 Ore riguardo all'ultimo rapporto di medio- termine dell'Agenzia Internazionale per l'Energia. Secondo l'Agenzia le cause principali dell'aumento del prezzo sono da ricercarsi nel calo, attuale e futuro, dell'offerta di greggio più che nei fattori speculativi.

 


postato da: Silendo alle ore 23:12 | link | commenti (1)
categorie: studi strategici, petrolio ed energia

Check Point "Pasta" - 2 luglio 1993

Quindici anni (ed un giorno) fa morivano, combattendo a Mogadiscio presso il Check Point "Pasta", tre militari del nostro Esercito: il sottotenente Andrea Millevoi dei Lancieri di Montebello, il sergente maggiore Stefano Paolicchi del 9° Col Moschin ed il soldato paracadutista Pasquale Baccaro del 186° Reggimento della Folgore.
Al loro supremo sacrificio ed a quello dei nostri militari feriti in quel combattimento dedichiamo il nostro pensiero.


postato da: AllegraBrigata alle ore 16:17 | link | commenti (5)
categorie: italia, difesa, somalia

Le bozze regolamentari verso il COPASIR

Roma, 2 lug. (Apcom) - Nelle prossime ore, saranno trasmessi al Comitato parlamentare i cinque regolamenti riguardanti la struttura organizzativa e le funzioni di Dis (Dipartimento per le informazioni sulla sicurezza), AISE (ex Sismi) e AISI (ex Sisde), nonché il personale e le procedure di contabilità. Lo riferiosce una nota del Comitato per sicurezza della Repubblica che ieri sera ha convocato per una audizione i direttore dell'Aise, ammiraglio Bruno Branciforte, e il direttore dell'Aisi, generale Giorgio Picirillo. Con le due audizioni viene così completatao il ciclo che ha già visto tra gli auditi il direttore del Dis, prefetto Gianni De Gennaro

Entro il mese di luglio il Comitato si è impegnato a formulare il proprio parere. "E' estremamente importante - ha detto il presidente del Copasir Rutelli - che i principi ispiratori della riforma siano confermati dai regolamenti. Ed è importante che la riforma possa diventare al più presto pienamente operativa: la collaborazione tra il Governo ed il Comitato - che ha finora agito con consenso unanime tra i suoi membri di maggioranza e di opposizione - è fondamentale per la politica nazionale dell' informazione per la sicurezza".

Nel corso delle audizioni sono state affrontate le principali questioni concernenti la sicurezza internazionale, con particolare riguardo alle situazioni di crisi che vedono maggiormente interessato il nostro Paese.

Il Comitato ha inoltre acquisito elementi informativi su alcune questioni di stretta attualità. In particolare, ha preso atto della situazione riguardante i due cittadini italiani rapiti in Somalia, "condividendo la necessità di mantenere il più stretto riserbo al fine di favorire una soluzione positiva. Il Copasir ha inoltre raccolto informazioni da AISI e AISE sulla vicenda di Emanuela Orlandi. Prosegue, intanto, il lavoro di analisi della documentazione in possesso del Comitato - affidato ad una relazione del senatore Esposito e dell'onorevole Fiano sulla vicenda SISMI-Via Nazionale.


postato da: AllegraBrigata alle ore 12:02 | link | commenti (12)
categorie: italia, intelligence

Si prepara un attacco all'Iran ?

Ne parla il giornalista Seymour M. Hersh del New Yorker in questo articolo appena pubblicato.
Articolo segnalato dal nostro Sommo Silendo...


postato da: AllegraBrigata alle ore 11:42 | link | commenti (6)
categorie: stati uniti, iran, medio-oriente

L'Esercito colombiano e le FARC

Felicità è.... svegliarsi la mattina e leggere questa notizia, scoprendo che l'Esercito colombiano ha, ancora una volta, sonoramente bastonato le FARC e questa volta senza neanche sparare un colpo.
I nostri rallegramenti alla senatrice Betancourt e le più vive congratulazioni al Governo ed ai militari colombiani.

Qui un commento sulla liberazione.
Guido Olimpio sul Corriere della Sera di oggi.


postato da: AllegraBrigata alle ore 10:54 | link | commenti (4)
categorie: terrorismo, intelligence
mercoledì, 02 luglio 2008

François Heisbourg sul Libro Bianco francese

Lo scorso 19 giugno François Heisbourg dell'IISS di Londra ha tenuto presso l'Istituto un breve seminario intitolato: "France’s Defence White Paper: a National Security Policy for the 21st Century' ".
Questo è il video.


postato da: Silendo alle ore 15:41 | link | commenti
categorie: francia, studi strategici

Conferenza Internazionale sui rapporti Italia - Stati Uniti

L'audio della conferenza "Italy, Europe and the US. The transatlantic link and its future" organizzata dall'Aspen Institute e dal "Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti" in memoria di Gianni Agnelli.
Tra i partecipanti il Presidente Napolitano, il Governatore Mario Draghi, il Ministro degli Esteri Frattini, l'ex Segretario di Stato Kissinger, l'Ambasciatore Spogli, Robert E. Rubin  e John Micklethwait.


postato da: AllegraBrigata alle ore 12:03 | link | commenti
categorie: italia, stati uniti, classe dirigente

Italiani in Afghanistan

Articolo numero 1 ed articolo numero 2.


postato da: Silendo alle ore 00:54 | link | commenti
categorie: italia, afghanistan, difesa
martedì, 01 luglio 2008

Kissinger audito dal COPASIR

"Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - Posto che durante l'attuale amministrazione Usa e per tutta la durata della campagna per le presidenziali negli States prevede che non vi sara' un attacco militare statunitense contro l'Iran, il vero interrogativo e' se l'Iran puo' diventare un partner con cui in futuro si potra' negoziare, tenendo pero' presente, piu' in generale, che se il 'club' dei paesi dotati di armi nucleari si allargasse la situazione andrebbe fuori controllo. Questa, a quanto apprende l'ADNKRONOS, l'analisi della situazione iraniana che Henry Kissinger, gia' Segretario di Stato Usa sotto le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford, ha esposto oggi nella sua audizione al Copasir. Un'audizione, esclusivamente su temi di carattere internazionale, nata dall'opportunita' offerta dalla sua presenza in Italia in questi giorni per altri impegni, che non prevedeva domande a Kissinger sul caso Moro, come si era ipotizzato nei giorni scorsi. Kissinger aveva espressamente escluso di voler mettere all'ordine del giorno dell'audizione temi riguardanti i rapporti fra la politica italiana e gli Usa. L'ex Segretario di Stato ha comunque sottolineato il ruolo storico del nostro Paese nel Mediterraneo, ricordando in particolare la sua importanza per i rapporti con la sponda africana del Mediterraneo e con il Medio Oriente, oltre alla particolarita' della presenza per anni del piu' grande partito comunista in un paese occidentale. Kissinger, infine, ha definito l'11 settembre come il piu' grave fallimento nelle capacita' di previsione dei servizi di informazione statunitensi, sottolineando pero' che negli anni che sono seguiti all'attacco alle due torri questa capacita' e' stata recuperata, come e' reso evidente dal fatto che non vi sono stati altri attentati gravi contro gli Usa."


postato da: Silendo alle ore 15:49 | link | commenti
categorie: italia, stati uniti, iran, intelligence

Per non dimenticare...

dal Corsera di ieri

Quando Falcone sosteneva la separazione delle carriere
di Felice Cavallaro

C' è un libro scomodo che ripropone una lettura degli anni bui della Palermo di Falcone e Borsellino vista da vicino, anzi da vicinissimo. Perché a scriverlo in prima persona, parlando dei suoi due amici uccisi dalla mafia, e dell' esperienza del pool fondato da Rocco Chinnici, è uno della squadra, Giuseppe Ayala, il pubblico ministero del primo maxi processo che aveva firmato (tra l' altro) le richieste d' arresto per Ciancimino e i Salvo. È come rivedere quegli anni alla moviola scoprendo gli sgambetti e le imposture coperte dalla retorica corrente di un pezzo di antimafia ben distante dai protagonisti di Chi ha paura muore ogni giorno (Mondadori, pagine 200, 17,50). E l' opera di Ayala diventa scomoda non solo per gli assassini individuati e processati, ma anche per quanti si sono affrettati a santificare Falcone soltanto dopo la strage di Capaci ignorando quanto diceva e criticando quanto aveva fatto negli ultimi mesi di vita. Misteri e intrighi di mafia, politica e servizi segreti deviati, casseforti svuotate, agende e diari spariti puntellano una ricostruzione centrata su eroi raccontati come mai nessuno prima. Con le ironie e l' allegria cameratesca che riusciva a penetrare nel bunker dove si preparava il maxi processo. Un racconto a tratti spassoso, come sa essere Ayala. Acuto, preciso, fulminante, mai cupo e tenebroso come tanti suoi colleghi amano mostrarsi, schiacciati dai pesi del mondo. Sono i suoi ricordi e gli atti che richiama a diventare spesso scomodi. Anche su materie rimaste sospese. A cominciare dalla separazione delle carriere fra magistrati di procura e giudici di tribunale. Ayala cita Falcone e parla di «una indubbia anomalia rappresentata dall' unicità delle carriere, estranea, non a caso, a tutti gli ordinamenti dei più importanti Paesi occidentali». Insomma, «la separazione non ci scandalizzava affatto». Anzi, sembrava loro «auspicabile». Come una revisione del principio dell' obbligatorietà dell' azione penale. Ecco i due tabù che provocano ancora oggi l' alzata di muri massicci nell' Associazione magistrati e nel Csm. Due entità contro cui lancia saette Ayala, pronto a ribadire di pensarla ancora come Falcone, convinto nel 1989 che una politica contro la criminalità «non può essere lasciata alle scelte, prive di adeguati controlli, dei capi degli uffici - o peggio dei singoli magistrati - senza alcuna possibilità istituzionale di intervento». Le amarezze più grandi furono quelle provocate da chi accusava Falcone di «tenere i segreti nel cassetto». Ma qualcuno lo difese. E Ayala esalta Cossiga e Chiaramonte. Cancellando la leggenda della «toga rossa» con un richiamo diretto alla mancata nomina di Falcone a Superprocuratore antimafia: furono i comunisti, diventati Pds, che «lo osteggiarono apertamente, puntando su un candidato alternativo». E infine, sferzante, contro Luciano Violante che poi definì quelli «gli anni della disattenzione»: «Fu tutt' altro che disattento. A me non la racconta. Cerchi un' altra parola per dar conto del cinico trattamento riservato da lui e dal suo partito a Giovanni in quelle che sarebbero state le sue ultime settimane di vita».


postato da: Silendo alle ore 15:26 | link | commenti (1)
categorie: italia, criminalità organizzata

Notizie sui regolamenti...

... in un articolo del Sole 24 ore di oggi.


postato da: AllegraBrigata alle ore 14:39 | link | commenti (5)
categorie: italia, intelligence

Ancora sul Libro Bianco francese

da AffarInternazionali.it

La sicurezza francese nella Nato e nell’Ue: la nuova strategia di Sarkozy
Lucia Marta

Nel nuovo ordine “non-polare” (per riprendere l’espressione di R. Haas sull’ultimo numero di Foreign Affairs) la Francia si interroga sulla sua sicurezza e decide di collocarla all’interno sia dell’Europa che della Nato. Il Trattato di Lisbona e la presidenza di turno dell’Unione dovevano essere lo strumento e il momento ideale, ma l’esito negativo del referendum irlandese costringe Parigi a rivedere il suo programma di presidenza del semestre europeo. Ciò nonostante, il Libro Bianco francese per la sicurezza e la difesa nazionale fornisce un impulso importante per perseverare nello sviluppo della Politica Europea di Sicurezza e Difesa (Pesd).

La Francia nella nuova stagione internazionale
Se ha ragione Haas nell’affermare che ci muoviamo verso un mondo in cui convivranno molteplici centri di potere disomogenei per tipologia e peso, la Francia di Sarkozy deve cercare la sua collocazione internazionale in uno scenario che sarà sempre più complesso e incerto.
Presentato da Nicolas Sarkozy il 17 giugno, il nuovo documento strategico, proiettando la Francia nel 2025, affronta la questione partendo da queste considerazioni. Per usare le parole del Presidente francese nel suo discorso di presentazione del Libro Bianco «Chaque époque historique a un esprit […] l’esprit du XXI siècle c’est la mondialisation. […] l’incertitude est le défie de la mondialisation […] l’incertitude est donc le fondement de la nouvelle stratégie de la France ».

Questa riflessione induce ad affrontare insieme questioni di difesa e di sicurezza, due concetti che convergono sempre più non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo. Non solo a livello operativo ed istituzionale, ma anche tecnologico ed industriale. L’incertezza dettata dalla molteplicità di attori e centri di potere sembra inoltre aver spinto la Francia a diluire la sua tradizionale posizione di autonomia nei confronti della propria sicurezza per affidarla ad una gestione un po’ più collettiva e meno nazionale, un po’ più transatlantica e meno europea. Parigi sostiene ora che la sua sicurezza è meglio garantita se inserita in un doppio contenitore: transatlantico ed europeo. Rientrando nella struttura integrata della Nato (pur se a certe condizioni), Sarkozy spera anche di rendere l’organizzazione transatlantica un po’ più europea. Nel suo discorso i riferimenti alle decisioni concertate tra Francia e Germania sembrano alludere ad un auspicabile spostamento dell’asse decisionale della Nato verso l’Europa, anche se i leader dei due paesi non sembrano vicini abbastanza da rendere tale suggerimento credibile. IL documento guarda con molta attenzione anche all’Europa e in particolare alla Pesd.

Priorità e debolezze della Pesd
Parigi vorrebbe che l’Unione Europea diventasse un attore importante per la sicurezza dei suoi cittadini e per la gestione delle crisi fuori dai confini europei, e per questo propone obiettivi concreti per il rafforzamento della Pesd. Il Libro Bianco identifica delle priorità nel campo della sicurezza: cooperazione nella lotta al terrorismo e alla minaccia cibernetica, rafforzamento della protezione civile europea, coordinamento nella protezione delle risorse energetiche e strategiche.

Riguardo invece alla dimensione della difesa europea, il documento si concentra sugli effettivi e le capacità: il raggiungimento di una forza di 60.000 uomini dispiegabili in due o tre teatri diversi contemporaneamente per la durata di un anno, con il conseguente rafforzamento del supporto aero-navale necessario al dispiegamento; lo sviluppo di capacità di pianificazione e comando; l’incremento delle capacità e delle forze civili con il relativo addestramento congiunto.

Grande attenzione è dedicata agli investimenti nazionali e europei nel campo dell’Intelligence: la maggiore complessità della situazione internazionale, la frammentazione del potere, il maggiore collegamento tra le due dimensioni della difesa e della sicurezza, richiedono un maggiore sforzo di comprensione, analisi e previsione. Particolare attenzione infine è rivolta al settore industriale: si richiama la necessità di rendere il comparto europeo più competitivo e soprattutto unito, sia nel lato della domanda che dell’offerta, obiettivo da raggiungere anche attraverso il rafforzamento dell’Agenzia Europea di Difesa (Eda).

E’ dunque evidente il desiderio francese di dare un impulso importante alla difesa e alla sicurezza europea, sfruttando l’occasione della presidenza di turno dell’Unione: “La présidence française de l’Union […] sera la première étape d’une veritable relance de la defence europeenne pour les prochaines années”. Il Libro Bianco, oltre a essere un documento strategico per la Francia, è dunque anche una dichiarazione programmatica (proprio perché proveniente da uno stato che da sempre è motore della dimensione europea di difesa) per un ulteriore sviluppo europeo in questo settore. Il documento è stato presentato con tempismo perfetto: a poche settimane dall’inizio della Presidenza francese e qualche giorno dopo il referendum in Irlanda, per non dare altri argomenti a quanti temono la perdita della neutralità. Accortezza, purtroppo, rivelatasi vana.

Nonostante il “no” di Dublino
Il “No” irlandese complica considerevolmente il progetto di rilancio dell’integrazione europea, anche (e soprattutto) nella dimensione della politica estera dell’Unione e della Pesd. L’intoppo frena necessariamente lo slancio francese e costringe Parigi a rivedere le sue priorità per il prossimo semestre, che dovrà dedicare a rimettere insieme i cocci del Trattato di Lisbona senza poterne sfruttare le potenzialità. Il Libro Bianco tuttavia non si può modificare, e le mancanze europee che la Francia individua e vorrebbe affrontare restano valide.

Il Libro Bianco ritaglia un posto per la Francia in questo nuovo mondo “non-polare”, in cui l’Europa, come la Nato, gioca un ruolo essenziale nella tutela della sicurezza. Lo sviluppo della Pesd non può fermarsi proprio ora che le carte sono sul tavolo, e anche se fuori dal quadro istituzionale europeo, qualche passo in avanti potrà essere compiuto. Iniziative come l’Eda, accordi di cooperazione intergovernativi ristretti (Lettera d’Intenti) e i programmi industriali transnazionali europei, così come la clausola di difesa collettiva e di solidarietà e l’allargamento della gamma di missioni Ue non spariranno dal panorama europeo e continueranno anzi il loro percorso, così come successe dopo la bocciatura del trattato costituzionale."


postato da: AllegraBrigata alle ore 11:09 | link | commenti
categorie: francia, studi strategici

Sui recenti sviluppi riguardanti il programma nucleare coreano

Qui la trascrizione di una teleconferenza tra esperti della Carnegie.


postato da: AllegraBrigata alle ore 10:52 | link | commenti
categorie: stati uniti, cina, petrolio ed energia

La caccia ad Al Qaeda e le divergenze nella CIA

"Roma, 30 giu. (Apcom) - Il New York Times pubblica oggi un lungo articolo in cui afferma che al Qaida ha rafforzato la sua presenza nelle zone tribali al confine tra Afghanistan e Pakistan, approfittando delle divisioni in seno all'amministrazione Bush e alla Cia, divisioni che hanno di fatto bloccato i piani operativi del Pentagono per colpire i leader del gruppo di Osama bin Laden.

Funzionari americani e pachistani hanno più volte affermato in passato che la trasformazione delle regioni tribali del Pakistan in un santuario di al Qaida era inevitabile, addossando la colpa anche al "disastroso" cessate il fuoco concordato nel 2006 dal governo pachistano con i miliziani.

Ma dopo una quarantina di interviste a Washington e in Pakistan emerge un'altra storia, riferisce il New York Times. Fonti dell'intelligence Usa hanno infatti raccontato che la caccia agli uomini di al Qaida in Pakistan - denominata dalla Cia nel 2006 "Operazione Cannonball" - è stata spesso ostacolata dalle divergenze in seno all'amministrazioni Bush e alla stessa Cia, e in particolare tra gli uffici dell'agenzia a Kabul e Islamabad.

Contrasti sono emersi così anche tra chi sosteneva l'impiego di truppe di terra nei raid in territorio pachistano, e chi invece - soprattutto al quartier generale della Cia - propendeva per l'utilizzo dei droni, i piccoli aerei radiocomandati.

Fatto sta, scrive il New York Times, che dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 il presidente George W.Bush aveva indicato la guerra al terrorismo e la distruzione di al Qaida come priorità della sua presidenza, mentre appare sempre più chiaro ora che quando Bush lascerà la Casa Bianca, il prossimo gennaio, Al Qaida sarà ancora viva e vegeta.

Secondo l'intelligence Usa, i nuovi campi di al Qaida sono più piccoli di quelli utilizzati prima del 2001 in Afghanistan. Un agente della Cia in pensione stima inoltre che attualmente ci dovrebbero essere circa 2mila combattenti, locali e stranieri, in questi campi di addestramento, mentre tre anni fa erano alcune centinaia."

Qui l'articolo del New York Times e qui un breve commento di Douglas Farah.


World Drug Report 2008

Su mandato del Sommo Silendo vi segnalo il rapporto 2008 dell'U.N. Office of Drugs and Crime.


Kissinger, Moro, Carlos, Cossiga ed i Servizi francesi

"Roma, 30 giu. (Apcom) - "Non credo che dalla audizione di Henry Kissinger davanti al Copasir (comitato per la sicurezza della Repubblcia, ndr) arriveranno novità importanti. Credo che non ci saranno sorprese". E' quanto afferma, interpallato da Apcom, il Procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Mastelloni, che in passato da giudice istruttore ha indagato su vicende come quella della caduta dell'aereo militare 'Argo 16' e sul traffico d'armi tra Br e Olp nella seconda metà degli anni' 70.

Ci potrà essere qualcosa di interessante per gli storici, ha aggiunto Mastelloni commentando l'audizione in programma oggi pomeriggio a Palazzo San Macuto, ma difficilmente ci sarà qualcosa di stravolgente nelle dichiarazioni di Kissinger che possano aggiungere qualcosa di nuovo nelle vicende giudiziarie che riguardano il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro.

Sulle recenti dichiarazioni del terrorista Ilich Ramirez Sanchez, alias Carlos, relative alla tragedia di Ustica, Mastelloni afferma che l'ex 'primula rossa' del terrorismo internazionale denominato lo 'Sciacallo' potrebbe essere stato utilizzato 'dai francesi' (i servizi di intelligence d'oltralpe) per mandare un messaggio dopo le rivelazioni (non gradite) del presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga che in una intervista tv aveva parlato del ruolo della Francia nella vicenda del Dc9 dell'Itavia.

"I servizi francesi - sottolinea Mastelloni - si sono dimostrati forti e efficienti. Non è un caso che ebbero la lungimiranza di comprarsi e acquisire con la caduta del muro di Berlino gran parte dell'archivio della Stasi (l'ex potente servizio di intelligence della Ddr, ndr)". Quell'archivio probabilmente aiutò i francesi nella cattura nel 1994 dello stesso Carlos che avvenne grazie alla collaborazione delle autorità del Sudan, tappa finale della lunga latitanza del terrorista."


postato da: AllegraBrigata alle ore 10:29 | link | commenti
categorie: italia, terrorismo, francia
domenica, 29 giugno 2008

Nomos & Kaos 2007

Un'intervista ad Alessandro Politi sul Rapporto Nomos & Kaos recentemente pubblicato dall' "Osservatorio Scenari Strategici e di Sicurezza" di Nomisma.

 


postato da: Silendo alle ore 15:18 | link | commenti (1)
categorie: italia, studi strategici

Il Golfo Persico come centro finanziario internazionale

In questo rapporto del Royal Institute of International Affairs - "The Gulf as a Global Financial Centre: Growing Opportunities and International Influence" -  si esaminano le potenzialità di sviluppo finanziario dell'area del Golfo Persico.
Una lettura consigliata per capire meglio come si sta spostando l'asse del potere mondiale.


postato da: Silendo alle ore 13:47 | link | commenti (6)
categorie: studi strategici, medio-oriente