Studi Strategici ed Intelligence... for dummies
Fra sabbie non più deserte
sono qui di presidio per l'eternità i ragazzi della
F O L G O R E
fior fiore di un popolo e di un esercito in armi
caduti per un'idea senza rimpianti
onorati dal ricordo dello stesso nemico
essi additano agli italiani nella buona
e nell'avversa fortuna il cammino
dell'onore e della gloria.
Viandante arrestati e riverisci.
Dio degli eserciti accogli gli spiriti di
questi ragazzi in quell'angolo del cielo
che riserbi ai martiri e agli eroi.
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E' il titolo dell'ultimo saggio di Giovanni Grevi, dell'EUISS.
PS Spero mi aiuti a riprendermi dopo la delusione di questo articolo.
Non vi allarmate. Il titolo è sovradimensionato rispetto al contenuto del post. Molto semplicemente trattasi dell'Intelligence Authorization Act for Fiscal Year 2010. Un malloppone legislativo per appassionati di sistemi di intelligence.
Dal Sole24 ore di oggi, di Marco Ludovico (gentilmente segnalato da Giano...).
Tra le tante buone analisi che ho letto in questi ultimi giorni questa la ritengo una delle più chiare e corrette.
La commissione sulla sicurezza nazionale dell'Institute for Public Policy Research ha terminato i propri lavori presentando il report finale.
A breve un commentino...
Shared Responsibilities
"Un meccanismo in grado di far scattare una consultazione politica immediata "prima che si arrivi ad una guerra". Si tratta dello 'early warning', proposto oggi a Corfu' dal ministro degli Esteri Franco Frattini nel corso del vertice Osce dedicato alla sicurezza. L'obiettivo, ha spiegato il ministro, e' quello "di intervenire quando vi e' una situazione di pre-crisi con un meccanismo che permetta una consultazione politica in grado di affrontare il tema prima che esploda una guerra". Un esempio per tutti, quello della Georgia: "con la Russia - ha detto Frattini - abbiamo parlato solamente dopo, ma forse se fossimo riusciti a riunirci prima avremo potuto evitare l'escalation". La proposta italiana fara' parte di un documento informale che verra' presentato da Roma prima della scadenza dell'attuale presidenza nel dicembre prossimo. Tra le altre proposte anche quella di 'aggiornare' l'atto di Helsinki, stilato nel 1975 e che, dopo 35 anni, "non corrisponde piu' alle minacce alla sicurezza di oggi".
Riflettendo sulle vicende iraniane devo dire che mi ha sorpreso scoprire, almeno per quello che sembra dal di fuori, a che livello di penetrazione negli apparati del potere (soprattutto quelli di "forza") è arrivata la "nuova guardia" proveniente, in genere, dalle Guardie della Rivoluzione. Il che spiega bene come mai i suoi rivali, Rafsanjani in testa, lo vedano come una pericolosa minaccia al proprio potere.
Se lo chiedono tre analisti in questo articolo pubblicato nel nuovo numero del Washington Quarterly: "Why Has the United States Not Been Attacked Again".
Da quello che capisco l'articolo è tratto da questo più ampio saggio.
Uno degli argomenti più interessanti (secondo il mio modestissimo parere) e, ahimè, meno studiati (in fonte aperta...) è l'attività di influenza e di contro-influenza.
Questo è un recentissimo lavoro della RAND che esamina - in modo anche abbastanza approfondito - proprio questa materia: "Foundations of Effective Influence Operations".
PS come promesso oggi a pranzo...
Molto atteso, e non solo in Gran Bretagna, il Governo di Sua Maestà ha pubblicato il primo aggiornamento annuale della Strategia di Sicurezza Nazionale.
The National Security Strategy of the United Kingdom – Security for the Next Generation
Assieme all'update è stata pubblicata anche la Cybersecurity Strategy.
Leggo che dal prossimo anno saranno operativi due nuovi organismi: un ufficio per la cybersecurity ed un centro operazioni congiunto.
Cyber Security Strategy of the United Kingdom
... caldo caldo dall'UNODOC di Vienna (qui un beve commento sul Corriere della Sera): World Drug Report 2009.
L'analisi di Bruce Riedel appena pubblicata su The National Interest.
Ma secondo voi, partendo da questo articolo, la pirateria somala può costituire una minaccia alla sicurezza nazionale (economica) ...?
"La sfida nordcoreana agli USA minaccia per il Medio-Oriente" di Henry Kissinger, La Stampa.
... non sono mai abbastanza vi segnalo l'ultima fatica di Friedman, della Stratfor (qui l'analisi precedente e qui una monografia geopolitica sull'Iran) e "Il voto iraniano nel contesto regionale" di Elisa Giunchi, dell'ISPI.
Infine, un interessante "backgrounder" del Council on Foreign Relations sulle Guardie della Rivoluzione.
L'ISPI ha appena pubblicato un policy brief sulla strategia di sicurezza nazionale russa.
Non conosco l'analista autrice del breve saggio ma da quel poco che ho letto mi sembra interessante.
Mercoledì 24 all'Università La Sapienza di Roma.
Qui è possibile scaricare l'invito.